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Siete a Il Casale del Francese, qui tutto e' Bio!

Il nostro piccolo B and B e' l'ideale per rilassarvi. Due stanze con un totale di quattro posti letto vi regalano assoluto relax ed ogni comfort. Siete immersi nel verde e potete contare su numerose opzioni che vi offriremo. Infatti, grazie alla sua particolare posizione geografica, e' possibile visitare tutto il Cilento: Agropoli dista quasi dieci chilometri, con le sue spiagge "bandiera Blu" e' certamente il luogo piu' vicino per trascorrere qualche giorno a mare o per incontrare gente, visitare negozi e locali. Ancora a pochi passi da qui' vi e' lo spettacolare Monte Stella, a soli tre chilometri c'e' l'oasi naturalistica di Diga Alento ed in meno di mezz'ora d'auto potrete visitare le localita' top: San Marco e Santa Maria di Castellabate, Punta Licosa, Palinuro, Marina di Camerota.

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Prignano Cilento

Sull'origine del nome esistono diverse tesi. Secondo il Ventimiglia, il nome Prignano deriverebbe dall'abbondanza di alberi di pero nel territorio circostante.  Una seconda tesi ritiene che l'attuale nome derivi dal latino praedium, ovvero ''fondo'' o ''podere''. Sulla base della medesima radice praedium, vi e' anche chi ha sostenuto che il nome Prignano derivi dal latino Pliniarum, ovvero ''fondo di Plinio''. L'accertata presenza di Plinio il Vecchio in  Campania ha fatto cosi' congetturare che egli possedesse un podere proprio nel territorio oggi denominato Prignano.

L'Opera dei Turchi

Si tratta di una rappresentazione teatrale in costume, divisa in due atti, che rievoca due miracoli attribuiti a San Nicola di Bari dall'agiografia ufficiale. La manifestazione si svolge in Piazza del Plebiscito il Lunedi' dell'Angelo. Nel primo atto viene ricordato il miracoloso salvataggio di Diodato, un adolescente cristiano rapito dai Saraceni e da questi ridotto in schiavitu'. Il giovane viene liberato dal Santo, che, impietosito dalla sua miserevole condizione, invia un angelo in suo soccorso. Nella rappresentazione l'angelo e' un bambino vestito di bianco, che, appeso con un robusto gancio ad una carrucola che scorre su una fune, ''vola'' letteralmente dal campanile della Chiesa madre fino al palco dove si trova la tavolata dei Turchi. Diodato si aggrappa all'angelo e viene portato via. Nella seconda scena San Nicola si reca presso un'osteria per rifocillarsi dopo un lungo viaggio. L'oste e' un orco senza scrupoli, che da' in pasto ai suoi avventori carne di bambini rapiti ed uccisi. Nicola, pero', consapevole dell'abominevole inganno, ordina all'oste di mostrargli il tino dove viene conservata la carne. Non appena la botte viene scoperchiata, quattro bambini escono fuori, vivi e vegeti, ringraziando Nicola, che li aveva resuscitati con la forza della preghiera. La rappresentazione si conclude con la condanna a morte del criminale, portato via dal capitano delle guardie e fucilato.